Segnale stradale divelto e abbandonato in strada. Sopra il cartello, una pentola e una busta con dentro piatti di plastica (foto scattata il 30 giugno). Due giorni dopo, la pentola è stata mossa e sopra di essa, una busta di cartone con oggetti indefiniti. Vicino, un blocchetto di pietra eradicato dal pavimento.
Parcheggio laterale sgombro. Ecco quello che c'è sotto: rifiuti, cartacce, mozziconi di sigarette (come Via Ascanio Sobrero). Sul marciapiede, lattine vuote, scritte sulla pavimentazione.
Macchina in divieto. Lamina catarifrangente accartocciata. Segnaletica ricoperta di stickers abusivi dei traslocatori. Scritta romantica sull'asfalto. Dietro, sullo sfondo, scritte neofasciste sui muri.
LE STRADE INTERNE A MARCONI SONO RIDOTTE, PIU' O MENO, TUTTE COSI'.
PARE DI ESSERE IN UN QUARTIERE ISOLATO DI UNA CITTA' DEL TERZO MONDO.
Visualizzazione post con etichetta degrado urbano. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta degrado urbano. Mostra tutti i post
lunedì 2 luglio 2012
giovedì 10 novembre 2011
Blitz antistickers a Via Oderisi da Gubbio
Fabrizio è romano di nascita, ma attualmente lavora e risiede a Vienna. Quando torna a Roma, una volta al mese, dedica parte del suo tempo a ripulire la città. In particolare si dedica alla rimozione di affissioni abusive e di stickers. Nel complimentarci con lui per il suo straordinario impegno civico, invitiamo tutti (specialmente chi a Roma ci vive ogni giorno) a impegnarsi nella salvaguardia e tutela del decoro urbano della nostra città.
Guarda filmato su Riprendiamoci Roma
Guarda filmato su Riprendiamoci Roma
lunedì 17 ottobre 2011
Posso camminare? No, c'è la bancarella.



Dal Regolamento Viario Urbano del Comune di Roma:
Parte III punto 8.1
MARCIAPIEDI E MARCIAPIEDI PROTETTI
[...]
Le occupazioni permanenti di sede stradale (vedi anche Parte VIII) debbono comunque consentire, ai sensi dell'art. 20, c. 3 del D. Lgs. 285/92 NCDS, che rimanga libera una zona per la circolazione dei pedoni larga non meno di m. 2,00.
Parte IX punto 20.4
PUNTI DI VENDITA PER IL COMMERCIO AMBULANTE
Le aree destinate al commercio ambulante sono stabilite dalle relative Determinazioni Dirigenziali.
Nelle revisioni periodiche della localizzazione delle aree destinate al commercio ambulante, in attuazione del presente PGTU, si dovrà verificare che gli spazi siano tali da determinare il minore impatto possibile sulla circolazione veicolare (movimenti e soste), nonché tali da garantire la massima fruibilità e sicurezza ai flussi pedonali.
Dal Regolamento delle attività commerciali sulle aree pubbliche (delibera di Consiglio Comunale n. 35/2006)
CAPO II ATTIVITA’ COMMERCIALE SU AREA PUBBLICA FUORI MERCATO
Art. 13 – Commercio su aree pubbliche su posteggi fuori mercato
[...]
Tutti gli operatori commerciali su area pubblica fuori mercato devono rispettare,
oltre alle eventuali discipline speciali stabilite per le differenti tipologie, le seguenti regole generali:
[...]
2. è fatto divieto assoluto di appendere merci od altro agli ombrelloni di copertura od alle tende mantovane o pensiline, ad eccezione dei posteggi ubicati nel raggio di
metri 50 dai mercati giornalieri;
[...]
I posteggi, salvo la disciplina più restrittiva prevista per siti archeologici e per le aree sottoposte a vincoli monumentali ed ambientali comunque denominati, non possono avere dimensioni superiori a 12 mq.;
Art. 16 – Dimensioni del banco di vendita
Il banco di vendita per le rotazioni del settore merci varie (battitori piazzisti, A, B, Integrativa e C), deve essere di mq. 12. Le suddette dimensioni, che di norma sono metri 4,00 parallelamente al marciapiede e m. 3,00 perpendicolari al marciapiede, dovranno essere modificate in relazione alle caratteristiche dell’area di sosta rispetto alla quale dovrà essere garantita una corsia per il transito pedonale non inferiore a metri 2,00.
lunedì 3 ottobre 2011
Una lettera che ci spinge a fare il contrario: combattere il degrado, non arrendersi mai.
Dal forum "Una città, mille domande" su roma.corriere.it
Giancarlo Venerdì, 30 Settembre 2011
Roma sporca
Cari concittadini, caro Conti,
mi arrendo. Mi arrendo alla enorme quantità di cittadini che sporcano la città senza il minimo rispetto per il luogo dove vivono e per se stessi, mi arrendo a tutti quei trasportatori che appiccicano i loro adesivi pubblicitari ovunque sia possibile, ai graffitari che hanno sconciato interi quartieri con le loro sigle da imbecilli, agli automobilisti che telefonano senza auricolare, a quelli che mandano messaggi guidando, ai motociclisti che sorpassano a destra, si infilano tra due auto affiancate a rischio della loro pelle, a tutti coloro che non si fermano per far passare i pedoni sulle strisce,ai vigili che non vedono la mancanza delle cinture di sicurezza, ai commercianti che lanciano le loro cicche sui marciapiede, al pedone che attraversa alla cieca, all'addetto della pubblicità che suona e se non apri ti ci manda, all'addetto del call center che non demorde nemmeno quando gli dici che non cambierai mai gestore telefonico, al servizio della nettezza urbana che ti sveglia tutte le notti tra le due e le tre per lo svuotamento, mortalmente rumoroso , dei cassonetti. Ma non bsta : mi arrendo alla metropolitana troppo afollata, agli ingressi sporchi,ai suonatori dentro ai vagoni,ai giardini secchi perchè mai annaffiati ( eppur a Roma non manca l'acqua )
ai marciapiede dissestati, alle alberature mozzate e lesciate a marcire per anni sui marciapiede,agli zozzoni che scaricano nei cassonetti materiali ingombranti o che li depositano per strada,alla sky line della città resa come un puntaspilli per le infinite antenne televisive singole,ai padelloni del satellitare.
Mi arrendo di fronte alla mia rabbia nel vedere
come in alri paesi tutto sia diverso.
Faccio come tutti o quasi, mi intruppo nella schiera degli umiliati. Non guardo più , non ascolto più, non amo più la mia citta.
Con dolore.
Giancarlo
Paolo Conti Venerdì, 30 Settembre 2011
Caro lettore,
invece io continuo ad amare ostinatamente questa nostra disastrata città. Né penso di arrendermi. Nel momento in cui alziamo tutti le braccia, e ci abbandoniamo al peggio, la sconfitta è certa. La invito a continuare nella sua indignazione civile. Fa bene al cuore e ai nervi.
Giancarlo Venerdì, 30 Settembre 2011
Roma sporca
Cari concittadini, caro Conti,
mi arrendo. Mi arrendo alla enorme quantità di cittadini che sporcano la città senza il minimo rispetto per il luogo dove vivono e per se stessi, mi arrendo a tutti quei trasportatori che appiccicano i loro adesivi pubblicitari ovunque sia possibile, ai graffitari che hanno sconciato interi quartieri con le loro sigle da imbecilli, agli automobilisti che telefonano senza auricolare, a quelli che mandano messaggi guidando, ai motociclisti che sorpassano a destra, si infilano tra due auto affiancate a rischio della loro pelle, a tutti coloro che non si fermano per far passare i pedoni sulle strisce,ai vigili che non vedono la mancanza delle cinture di sicurezza, ai commercianti che lanciano le loro cicche sui marciapiede, al pedone che attraversa alla cieca, all'addetto della pubblicità che suona e se non apri ti ci manda, all'addetto del call center che non demorde nemmeno quando gli dici che non cambierai mai gestore telefonico, al servizio della nettezza urbana che ti sveglia tutte le notti tra le due e le tre per lo svuotamento, mortalmente rumoroso , dei cassonetti. Ma non bsta : mi arrendo alla metropolitana troppo afollata, agli ingressi sporchi,ai suonatori dentro ai vagoni,ai giardini secchi perchè mai annaffiati ( eppur a Roma non manca l'acqua )
ai marciapiede dissestati, alle alberature mozzate e lesciate a marcire per anni sui marciapiede,agli zozzoni che scaricano nei cassonetti materiali ingombranti o che li depositano per strada,alla sky line della città resa come un puntaspilli per le infinite antenne televisive singole,ai padelloni del satellitare.
Mi arrendo di fronte alla mia rabbia nel vedere
come in alri paesi tutto sia diverso.
Faccio come tutti o quasi, mi intruppo nella schiera degli umiliati. Non guardo più , non ascolto più, non amo più la mia citta.
Con dolore.
Giancarlo
Paolo Conti Venerdì, 30 Settembre 2011
Caro lettore,
invece io continuo ad amare ostinatamente questa nostra disastrata città. Né penso di arrendermi. Nel momento in cui alziamo tutti le braccia, e ci abbandoniamo al peggio, la sconfitta è certa. La invito a continuare nella sua indignazione civile. Fa bene al cuore e ai nervi.
mercoledì 28 settembre 2011
Adesivi abusivi? Staccateli tutti!










Gli adesivi che vedete attaccati sui cassonetti, pali, cestini, panchine, muri, scatole di derivazione, contatori, etc. SONO ABUSIVI.
STACCATELI E PRIMA DI BUTTARLI FATE UNA FOTO ALLE GENERALITA' DELL'INSERZIONISTA E MANDATE AL REPARTO PICS DELLA POLIZIA MUNICIPALE (picsdecoro@libero.it) PER EFFETTUARE LA MULTA PREVISTA DALL'ORDINANZA COMUNALE N.37/2010 E DAGLI ARTICOLI 635 E 110 DEL CODICE PENALE.
martedì 13 settembre 2011
Nuovo sgorbio sui muri di Via Marcolongo


E' spuntato pochi giorni fa un altro scarabocchio sui muri di Via Marcolongo, questa volta all'angolo con Via Enrico Fermi. Notate che appena i muri e la centralina Telecom sono stati imbrattati, è comparso anche il primo adesivo dei traslocatori su quel muro, segno che se sporchi una parete e questa non viene subito ripulita, altre persone cominceranno a scriverci sopra e ad imbrattarla con ogni genere di affissione. Si chiama la "Teoria delle Finestre Rotte" e non sbaglia mai. Dovrebbero capirlo i responsabili del Coordinamento al Decoro e anche i cittadini che permettono ai vandali d'imbrattare le proprie case senza dire nulla!
venerdì 9 settembre 2011
Nuove tags individuate e già segnalate!
I muri del centro analisi hanno resistito solo 12 giorni
Prima (26 agosto)

Dopo (7 settembre)



Noi l'avevamo scritto, nell'articolo che documentava la pulizia dei muri di Viale Marconi ad opera dell'AMA:
"A Via Dal Pozzo...Girato l'angolo, il famoso tratto che va dal chiosco al centro analisi, muro bianco ambitissimo dai writers e da tutti quelli che non riescono a vivere senza scrivere/attaccare poster sui muri. Adesso è pulito, speriamo rimanga così a lungo."
Dopo 12 giorni è comparsa la prima tag. E noi, che siamo di parola, abbiamo subito scritto al Coordinamento al Decoro, presso il Dipartimento Ambiente:
Buongiorno, segnalo che il muro davanti al centro analisi Viale Marconi 139, appena ripulito, è stato imbrattato da una nuova tag.
Si chiede la sua cancellazione al più presto, in caso l'intervento dovesse richiedere troppo tempo, chiederemo noi agli inquilini di poter cancellare quella scritta, con il nostro antigraffiti, prima che attiri altre tags, vanificando il vostro lavoro di pulitura del 25 agosto.
Fatemi sapere, grazie.
Les - Degrado Marconi Blog
Vediamo che rispondono...

Dopo (7 settembre)



Noi l'avevamo scritto, nell'articolo che documentava la pulizia dei muri di Viale Marconi ad opera dell'AMA:
"A Via Dal Pozzo...Girato l'angolo, il famoso tratto che va dal chiosco al centro analisi, muro bianco ambitissimo dai writers e da tutti quelli che non riescono a vivere senza scrivere/attaccare poster sui muri. Adesso è pulito, speriamo rimanga così a lungo."
Dopo 12 giorni è comparsa la prima tag. E noi, che siamo di parola, abbiamo subito scritto al Coordinamento al Decoro, presso il Dipartimento Ambiente:
Buongiorno, segnalo che il muro davanti al centro analisi Viale Marconi 139, appena ripulito, è stato imbrattato da una nuova tag.
Si chiede la sua cancellazione al più presto, in caso l'intervento dovesse richiedere troppo tempo, chiederemo noi agli inquilini di poter cancellare quella scritta, con il nostro antigraffiti, prima che attiri altre tags, vanificando il vostro lavoro di pulitura del 25 agosto.
Fatemi sapere, grazie.
Les - Degrado Marconi Blog
Vediamo che rispondono...
mercoledì 7 settembre 2011
Oggi alle 7 del mattino i cartoni dei negozianti stavano ancora lì...

Notare il cestino traboccante sullo sfondo, siamo davanti alla fermata dell'autobus...
Secchioni della differenziata vuoti con le buste fuori, a chi dobbiamo dare la colpa? Facciamo 50% all'AMA e 50% ai "cittadini"?
Notare la pisciatina di cane sui cartoni abbandonati...

Tutto questo avviene sempre più spesso, a Viale Marconi, segno che l'AMA NON E' PIU' IN GRADO DI GESTIRE LA RACCOLTA DEI RIFIUTI PRESSO LE UTENZE COMMERCIALI o che c'è qualche operatore cialtrone che non fa il suo mestiere. A questo, aggiungiamo i negozianti che lasciano le scatole alla rinfusa senza nemmeno legarle tra loro, ed ecco il risultato:
VIALE MARCONI DISCARICA DEL XV MUNICIPIO.
lunedì 5 settembre 2011
L'invasione dei cartelloni pubblicitari
Se ingrandite la foto, noterete che c'erano SOLO DUE impianti pubblicitari: uno grande formato 4x3 e uno più piccolo, un cosiddetto "indicatore di parcheggio" con pubblicità annessa.
Entrambi i cartelloni violavano già allora il Codice della Strada e il Regolamento Comunale Affissioni.
Guardate oggi com'è ridotto lo stesso spartitraffico: 5 CARTELLONI DI CUI NESSUNO DI PUBBLICA UTILITA' (l'indicatore di parcheggio è stato spostato da un'altra parte).Aggiungete un altro 4x3 in fondo alla piazza e fate i conti: nel giro di tre anni, sono comparsi dal nulla 5 NUOVI CARTELLONI "PRIVATI", ognuno con una ditta e un aspetto diverso, a creare ulteriore caos visivo nella già martoriata zona di Piazza della Radio.
Questo è l'esempio lampante di come negli ultimi 3 anni a Roma i cartelloni pubblicitari siano QUINTUPLICATI a causa della delibera 37/2009 approvata dal Comune per fare cassa e "regolarizzare" anche gli impianti abusivi.
Il risultato è stato UN'INVASIONE SENZA PRECEDENTI DI CARTELLONI PUBBLICITARI DI OGNI FORMA E DIMENSIONE sulle strade, nei marciapiedi, sugli spartitraffico e persino dentro i giardini pubblici!
Uno SCANDALO INTERNAZIONALE documentato dai giornali ed esploso grazie alla protesta dei blog antidegrado e all'azione politica delle associazioni dei cittadini che hanno combattuto per denunciare il Grande Scempio dei cartelloni pubblicitari a Roma.
Adesso, a settembre, il Comune vorrebbe approvare un "Piano Regolatore degli Impianti Pubblicitari" che, allo stato attuale, non prevede tempi e modalità certe per la RIMOZIONE DELLE MIGLIAIA D'IMPIANTI ABUSIVI O IRREGOLARI installati sul suolo romano e che addirittura permette alle ditte di decidere autonomamente dove installare i propri impianti pubblicitari, senza il parere preventivo dei municipi!
Oltre a questo, il Piano in via di approvazione non risolve uno dei maggiori problemi della cartellonistica romana, forse il più importante, ovvero l'AFFOLLAMENTO DELLE DITTE AUTORIZZATE A GESTIRE IMPIANTI PUBBLICITARI A ROMA.
Siamo l'unica città europea ed occidentale, infatti, ad avere TRECENTOSETTANTANOVE (379) DITTE che si occupano di pubblicità esterna (cartelloni), mentre nel resto d'Europa e in America le ditte autorizzate a gestire impianti pubbicitari nel territorio cittadino saranno al massimo DIECI (10).
Ecco perché c'è il caos totale: non puoi lasciare che 379 ditte siano libere d'installare cartelloni dove gli pare, senza preavviso (grazie all'autodenuncia prevista nella delibera comunale 37/2009) senza che la città si riempia di una marea d'impianti "autorizzati" ma di fatto illegali perché si trovano in violazione delle norme del Codice della Strada, del Regolamento Comunale e della tutela dei beni culturali e paesaggistici.
E adesso, con la città invasa dai cartelloni pubblicitari irregolari, che si fa?
INNANZITUTTO:
1) FERMARE L'APPROVAZIONE DEL NUOVO PIANO REGOLATORE DEGLI IMPIANTI PUBBLICITARI (PRIP), SENZA CHE PRIMA NON SIANO INSERITE NORME TRANSITORIE PER DISCIPLINARE LA RIMOZIONE DEI CARTELLONI IRREGOLARI.
2) ELIMINARE DAL TESTO DEL PRIP LA POSSIBILITA' DI PRESENTARE I PIANI DI LOCALIZZAZIONE DA PARTE DELLE DITTE PRIVATE, ANCHE IN FORMA ASSOCIATA.
POI:
APPROVARE LA DELIBERA D'INIZIATIVA POPOLARE PER LA MODIFICA DELLA DELIBERA 37/2009, CHE PREVEDE LA RIMOZIONE DI TUTTI I CARTELLONI INSTALLATI IN VIOLAZIONE DEL CODICE DELLA STRADA.
INFINE:
APPROVARE IL PIANO REGOLATORE CON LE MODIFICHE RICHIESTE DAL COMITATO PROMOTORE DELLA DELIBERA POPOLARE E DALL'ASSOCIAZIONE "VAS" (VERDI AMBIENTE E SOCIETA')
E COMINCIARE A FARE LE RIMOZIONI DEI CARTELLONI ABUSIVI E IRREGOLARI, PAGANDOLE CON LE MULTE ALLE DITTE E AGLI INSERZIONISTI!
Poi, una volta approvato il "Nuovo" Piano Regolatore e cominciate le rimozioni, DOVRANNO ESSERE SVOLTI BANDI DI GARA PER ASSEGNARE LA GESTIONE DEI NUOVI IMPIANTI PUBBLICITARI A UNA SOLA DITTA PER OGNI "MACROZONA" TERRITORIALE (niente bandi per singole strade o quartieri).
SOLO ALLORA POTREMO DIRE DI AVER INTRAPRESO LA STRADA GIUSTA PER LIBERARE LA CITTA' DAGLI IMPIANTI ABUSIVI E DOTARLA DI UN COMPARTO DI "OUTDOOR ADVERTISING" DEGNO DI UNA CAPITALE EUROPEA.
Seguite gli sviluppi della battaglia politica e civile sul blog del Comitato Promotore della Delibera Popolare Affissioni (Basta Cartelloni a Roma!) e su Cartellopoli.net.
mercoledì 24 agosto 2011
Un interessante commento sulla storia delle fontane sporche
Anni fà mi trovavo ad Atene, ondata di caldo terribile con temperature sopra i 40°.
Per rinfrescarci non solo ci bagnavamo i piedi nelle fontane, ma ci immergevamo come se fossero delle piscine. A suo tempo mi chiesi se era possibile quel tipo di comportamento, poi seppi che il governo greco, per smorzare l'eccessiva calura, aveva concesso il bagno nelle fontane.
Ma acqua verde io ad Atene non ne ho vista mai. Solo a Roma ed in Italia c'è un'incuria spaventosa nei confronti dei nostri beni. Non è un problema solo di Roma o di Alemanno. Siamo noi Italiani, non ce ne importa niente. Vogliamo parlare dell'anfiteatro flavio e come è ridotto?
Non abbiamo alcun rispetto per il bene comune e soprattutto, abituati ed educati al brutto fin dalle scuole, non ci interessa di esaltare il bello e di curarlo ad ogni costo.
Siamo un popolo di vaccari e ci meritiamo solo le stalle. Ci interessa solo il perimentro entro cui viviamo...
Uno scrittore siciliano diceva che una casa senza libri è una stalla... ed io, ad esempio nelle famiglie dei compagni dei miei figli, comincio a vedere tante case senza libri, e sono preoccupato...
commento inviato il 23-08-2011 alle 10:06 da telonius
(Il Messaggero.it)
PS: noi siamo contrari a permettere di fare il bagno nelle fontane artistiche, ci mancherebbe altro, ma riteniamo che le cose che dice questo lettore sul menefreghismo e l'abitudine al brutto degli italiani siano pienamente condivisibili e abbiamo deciso di pubblicarle per spiegare come la pensiamo sul degrado urbano e le sue cause.
Per rinfrescarci non solo ci bagnavamo i piedi nelle fontane, ma ci immergevamo come se fossero delle piscine. A suo tempo mi chiesi se era possibile quel tipo di comportamento, poi seppi che il governo greco, per smorzare l'eccessiva calura, aveva concesso il bagno nelle fontane.
Ma acqua verde io ad Atene non ne ho vista mai. Solo a Roma ed in Italia c'è un'incuria spaventosa nei confronti dei nostri beni. Non è un problema solo di Roma o di Alemanno. Siamo noi Italiani, non ce ne importa niente. Vogliamo parlare dell'anfiteatro flavio e come è ridotto?
Non abbiamo alcun rispetto per il bene comune e soprattutto, abituati ed educati al brutto fin dalle scuole, non ci interessa di esaltare il bello e di curarlo ad ogni costo.
Siamo un popolo di vaccari e ci meritiamo solo le stalle. Ci interessa solo il perimentro entro cui viviamo...
Uno scrittore siciliano diceva che una casa senza libri è una stalla... ed io, ad esempio nelle famiglie dei compagni dei miei figli, comincio a vedere tante case senza libri, e sono preoccupato...
commento inviato il 23-08-2011 alle 10:06 da telonius
(Il Messaggero.it)
PS: noi siamo contrari a permettere di fare il bagno nelle fontane artistiche, ci mancherebbe altro, ma riteniamo che le cose che dice questo lettore sul menefreghismo e l'abitudine al brutto degli italiani siano pienamente condivisibili e abbiamo deciso di pubblicarle per spiegare come la pensiamo sul degrado urbano e le sue cause.
martedì 16 agosto 2011
Il vandalismo in vetrina
Via Marcolongo, angolo Via Blaserna, per tanti anni c'è stata un officina per macchine. Adesso, da qualche anno c'è un negozio di scarpe, diviso in due parti: calzature per adulti e calzature per bambini. E' forse in omaggio a questi ultimi che i proprietari del negozio devono aver pensato di montare le nuove vetrine a muro senza cancellare un insulso, rozzissimo, banalissimo graffito blu dal travertino sottostante. Pensando che quella scritta desse colore alla vetrina e facesse contenti i bambini che vanno lì a comprare le scarpe, l'hanno lasciata intatta sotto la vetrina. Questo nella migliore delle ipotesi. Nella peggiore, i proprietari del negozio hanno pensato che quel coso blu fosse arte, magari, chessò, gli piaceva pure! Sorvolando sulle opinioni in fatto d'arte, risulta chiaro a tutti quelli con un minimo di senso del bello, che quel muro è stato costruito per essere bianco e che, forse, ad occuparsi della pulitura delle SCRITTE VANDALICHE (questo sono) da quel muro dovevano essere gli inquilini del palazzo, che però si sono abituati a quello schifo e non sanno ancora che le scritte SI POSSONO CANCELLARE. Sta di fatto che quel ridicolo graffito fa tutt'oggi mostra di sé sotto la vetrina senza che i proprietari la reputino una cosa degradante. Speriamo che si ricredano al più presto e chiamino l'AMA per cancellare quella scritta blu e le altre, più piccole, che imbrattano il muro del negozio.
Iscriviti a:
Post (Atom)










